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MEDA PHARMA SpA

ALLERGODIL COLL FL 6ML 0,05%
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ALLERGODIL COLL FL 6ML 0,05%

ALLERGODIL 0,5 MG/ML COLLIRIO, SOLUZIONE Altri antiallergici. Azelastina cloridrato 0,05% (0,5 mg/ml). Ogni goccia contiene 0,015 mg di azelastina cloridrato. Benzalconio cloruro, edetato disodico, ipromellosa, sorbitolo liquido (cristallizzato), sodio idrossido, acqua per preparazioni iniettabili. Trattamento e prevenzione dei sintomi delle congiuntiviti allergiche s tagionali in adulti e bambini dai 4 anni in poi. Trattamento dei sinto mi delle congiuntiviti allergiche non stagionali (perenni) in adulti e bambini dai 12 anni in poi. Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti. Congiuntiviti allergiche stagionali: il dosaggio abituale in adulti e bambini dai 4 anni in poi e' di una goccia per occhio, due volte al di ' che puo' essere aumentato, se necessario, fino a quattro volte al di '. Se l'esposizione agli allergeni e' anticipata, questo farmaco va so mministrato in via profilattica prima dell'esposizione. Congiuntiviti allergiche non stagionali (perenni): il dosaggio abituale in adulti e bambini dai 12 anni in poi e' di una goccia per occhio due volte al di ', che puo' essere aumentato, se necessario, fino a quattro volte al d i'. Poiche' sicurezza ed efficacia sono state dimostrate in studi clin ici per periodi fino a 6 settimane, la durata di ogni trattamento deve essere limitata ad un periodo massimo di 6 settimane. Questo medicinale non richiede alcuna speciale precauzione per la cons ervazione. Questo medicinale non e' indicato per il trattamento di infezioni ocul ari. Questo farmaco contiene il conservante benzalconio cloruro. Il be nzalconio cloruro puo' causare irritazione agli occhi, specialmente in caso di occhi secchi o di alterazioni della cornea. L'uso con le lent i a contatto morbide deve essere evitato. Togliere le lenti a contatto prima di applicare il collirio e attendere almeno 15 minuti prima di rimetterle. E' noto lo sbiadire delle lenti a contatto morbide. Non sono stati condotti studi specifici per valutare le interazioni co n questo medicinale. Sono stati condotti studi di interazione con dosi elevate di azelastina per via orale , anche se non hanno rilevanza pe r questo farmaco, poiche', dopo somministrazione di gocce oculari, i l ivelli sistemici del farmaco sono situati nel range dei picogrammi. La valutazione degli effetti indesiderati e' basata sulle seguenti fre quenze: molto comune (>= 1/10) comune (>= 1/100 a < 1/10) non comune (>= 1/1.000 a < 1/100) raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) molto raro (< 1/10.000) non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati disponibili). Disturbi del sistema immunitario. Molto raro: r eazioni allergiche (come rash e prurito). Patologie del sistema nervos o. Non comune: sapore amaro. Patologie dell'occhio. Comune: leggera e passeggera irritazione agli occhi. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verif icano dopo l'autorizzazione del medicinale e' importante, in quanto pe rmette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del med icinale. Agli operatori sanitari e' richiesto di segnalare qualsiasi r eazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avv erse. Fertilita': gli effetti sulla fertilita' nell'uomo non sono stati stud iati. Gravidanza: non sono disponibili sufficienti informazioni per st abilire la sicurezza di azelastina nella gravidanza umana. A dosi elev ate per via orale azelastina ha dimostrato di indurre reazioni avverse (morte fetale, ritardo dell'accrescimento e malformazioni scheletrich e) nell'animale di laboratorio. L'applicazione locale oculare portera' ad una minima esposizione sistemica (nel range dei picogrammi). Tutta via, l'impiego di questo farmaco durante la gravidanza dovra' essere e ffettuato con precauzione. Allattamento: azelastina e' escreta nel lat te in bassa quantita'. Per questa ragione, questo medicinale non e' ra ccomandato durante la lattazione.

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ANANASE 20CPR RIV 40MG
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ANANASE 20CPR RIV 40MG

ANANASE 40 MG COMPRESSE RIVESTITE Altri farmaci per le patologie muscolo-scheletriche, enzimi. Ogni compressa rivestita di questo farmaco contiene: bromelina 40 mg ( pari a 40 U.P.F.U.). Calcio fosfato bibasico anidro, lattosio monoidrato, calcio fosfato bi basico biidrato, macrogol 4000, amido di mais, silice colloidale, talc o, magnesio stearato, acido stearico, eudragit L30 D-55, trietilcitrat o, simeticone, gelatina, saccarosio, cere in polvere, opalux AS-23014 (saccarosio, giallo di chinolina, biossido di titanio, giallo arancio s, polivinilpirrolidone, benzoato di sodio). Processi edemigeni di natura flogistica in campo medico e chirurgico. Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti. Il prodotto e' controindicato nei malati con emofilia e con diates i emorragiche come nel caso di epato e nefropatie gravi ulcera peptic a. Per la presenza di lattosio tra gli eccipienti di questo medicinale i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al gala ttosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-g alattosio, non devono assumere questo medicinale. Per la presenza di s accarosio tra gli eccipienti di questo farmaco i pazienti affetti da r ari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbiment o di glucosio/galattosio o da insufficienza di sucrasi-isolattasi, non devono assumere questo medicinale. Adulti: la posologia ottimale di attacco e' di 1 compressa rivestita, quattro volte al di'. 1 compressa rivestita 2-3 volte al di' come tera pia di mantenimento. Le compresse rivestite devono essere deglutite in tere, possibilmente a stomaco vuoto. Bambini: l'esperienza sull'uso di questo farmaco nei bambini e' limitata fino a quando non saranno acq uisiti dati sufficienti sulla sicurezza ed efficacia, l'uso del medici nale e' da riservare a soggetti adulti. Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conser vazione. Nelle donne in stato di gravidanza e nell'infanzia usare solo in caso di effettiva necessita' e sotto diretto controllo del medico. L'esperi enza sull'uso di questo medicinale nei bambini e' limitata fino a qua ndo non saranno acquisiti dati sufficienti sulla sicurezza ed efficaci a, l'uso del medicinale e' da riservare a soggetti adulti. Si consigli a di controllare gli indici della coagulazione nei pazienti con emofil ia e con diatesi emorragica. La bromelina va utilizzata con particolar e cautela nei pazienti affetti da grave epatopatia o insufficienza ren ale. L'eventuale comparsa di manifestazioni di ipersensibilita' di var io tipo e sede suggerisce l'interruzione del trattamento e l'istituzio ne di una terapia idonea. I pazienti affetti da rari problemi ereditar i di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da mala ssorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicin ale. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio o da insufficienz a di sucrasi-isomatasi, non devono assumere questo medicinale. L'associazione di questo farmaco agli anticoagulanti ne richiede spess o un adeguato aggiustamento della posologia. Sono stati segnalati casi di nausea, vomito, diarrea e, raramente, cas i di menorragia e metrorragia. Occasionalmente possono verificarsi sit uazioni allergiche cutanee, eritema, prurito e in rari casi attacchi d 'asma. Patologie gastrointestinali. Comuni da >=1/100 a = 1/10,000 a = 1/10,000 a

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BETADINE GEL 30G 10%
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BETADINE GEL 30G 10%

BETADINE Antisettici e disinfettanti, derivati dello iodio. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica. 100 ml contengono: iodopovid one (al 10% di iodio) g 10. Betadine 1% Collutorio. 100 ml contengono: iodopovidone (al 10% di iodio) g 1,0. Betadine 10% Gel. 100 g di gel o gel contengono: iodopovidone (al 10% di iodio) g 10. Betadine 10% Ga rze impregnate. 1 compressa di garza da 1 dm^2 da 3 g contiene: iodopo vidone (al 10% di iodio) g 0,25. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: alcool isopropilico, acido c itrico, sodio fosfato bibasico, acqua depurata. Betadine 10% Gel: poli etilenglicole 400, polietilenglicole 4000, polietilenglicole 6000, acq ua depurata. Betadine 1% Collutorio: etanolo, glicerolo, eucaliptolo, mentolo, saccarina sodica, acido citrico monoidrato, sodio fosfato bib asico biidrato, potassio iodato, acqua depurata. Betadine 10% Garze im pregnate: polietilenglicole 400, polietilenglicole 4000, polietilengli cole 6000, acqua depurata. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: disinfezione e pulizia della cute lesa (ferite, piaghe). Betadine 1% Collutorio: disinfezione dell a mucosa orale. Betadine 10% Gel: disinfezione della cute lesa (ferite , piaghe). Betadine 10% Garze impregnate: disinfezione della cute lesa (ferite, piaghe). Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti ipertiroidismo. Non usare in bambini di eta' inferiore ai 6 mesi. Il collutorio non deve essere usato nei bambini al di sotto dei 6 anni . Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: si applica direttamente sull a cute per la disinfezione prima, durante e dopo interventi operatori. Si puo' coprire la parte con garze e bende adesive. Applicare 2 volte al giorno uno strato della soluzione di colore marrone fino ad ottene re una colorazione di intensita' media si forma una pellicola superfi ciale che non macchia. Una quantita' di 5 ml di soluzione (contenente 50 mg di iodio) e' sufficiente a trattare un'area di circa 15 cm di la to. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. La soluzione alcolica e' altamen te infiammabile: deve asciugarsi completamente prima che venga applica to qualsiasi dispositivo (in particolare dispositivi chirurgici ad alt a frequenza). Nella preparazione pre-operatoria, evitare l'accumulo so tto il paziente, in quanto possono verificarsi ustioni chimiche della cute. L'esposizione prolungata a condizioni di umidita' correlate alla soluzione puo' causare irritazione o, raramente, gravi reazioni cutan ee. Betadine 1% Collutorio: diluire a proprio gusto, solo quando neces sario, tenendo presente che l'efficacia e' mantenuta alla diluizione d i 1 parte di Betadine per 2 parti di acqua, e fare gargarismi, 2-3 vol te al giorno. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. Betadine 10% Gel: Appl icare 2 volte al giorno secondo necessita' direttamente sulla zona col pita uno strato leggero di gel. 3 g di gel pari a circa 15 cm (contene nti 30 mg di iodio) sono sufficienti a trattare un'area di 10 cm di la to. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. Betadine 10% Garze impregnate: a pplicare 1 garza, 1-3 volte al di'. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. Betadine 1% Collutorio: conservare a temperatura non superiore a 25 gr adi C. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: conservare a temperat ura non superiore a 25 gradi C Betadine 10% Gel e Betadine 10% Garze i mpregnate: conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C. Non usare per trattamenti prolungati. Particolare cautela va usata in pazienti con preesistente insufficienza renale che necessitino di rego lari applicazioni di Betadine su cute lesa. Solo per uso esterno. L'us o specie se prolungato puo' dare origine a fenomeni di sensibilizzazio ne. In tal caso interrompere il trattamento ed adottare idonee misure terapeutiche. I pazienti con gozzo, noduli tiroidei o altre patologie tiroidee acute e non acute sono a rischio di sviluppare iperfunzione t iroidea (ipertiroidismo) a seguito di somministrazione di grandi quant ita' di iodio. In questa popolazione di pazienti, la soluzione di iodo povidone non dovrebbe essere impiegata per un periodo di tempo prolung ato e su estese superfici corporee se non strettamente indicato. Anche dopo la fine del trattamento bisogna ricercare i precoci sintomi di p ossibile ipertiroidismo e, se necessario, bisogna monitorare la funzio ne tiroidea. Non usare almeno 10 giorni prima di effettuare una scinti grafia o dopo scintigrafia con iodio radioattivo oppure nel trattament o con iodio radioattivo del carcinoma tiroideo. La popolazione pediatr ica ha maggior rischio di sviluppare ipotiroidismo a seguito di applic azioni di dosi elevate di iodio. A causa della permeabilita' della cut e e della loro elevata sensibilita' allo iodio, l'uso di iodopovidone deve essere ridotto al minimo indispensabile nei bambini. Puo' essere necessario un controllo della funzione tiroidea del bambino (ad esempi o, livelli di T4 e TSH). Qualsiasi ingestione orale di iodopovidone da parte del bambino deve essere evitata. In eta' pediatrica usare solo sotto stretto controllo e nei casi di effettiva necessita'. L'ingestio ne o l'inalazione accidentale di alcuni disinfettanti possono avere co nseguenze gravi, talvolta fatali. Evitare il contatto con gli occhi. B etadine 10% soluzione cutanea, alcolica. La soluzione alcolica e' alta mente infiammabile: deve asciugarsi completamente prima che venga appl icato qualsiasi dispositivo (in particolare dispositivi chirurgici ad alta frequenza). Nella preparazione pre-operatoria, evitare l'accumulo sotto il paziente, in quanto possono verificarsi ustioni chimiche del la cute. L'esposizione prolungata a condizioni di umidita' correlate a lla soluzione puo' causare irritazione o, raramente, gravi reazioni cu tanee. In caso di irritazione della pelle, dermatite da contatto o ipe rsensibilita', interrompere l'uso. Non scaldare prima dell'applicazion e. Betadine 1% collutorio: e' necessario prestare attenzione in caso d i uso orofaringeo per evitare l'inalazione di Betadine 1% colluttorio attraverso il tratto respiratorio poiche' puo' provocare complicazioni come polmonite. Cio' puo' verificarsi particolarmente in pazienti int ubati. Evitare l'uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti. Il comp lesso polivinilpirrolidone-iodio e' efficace e stabile a valori di pH compresi tra 2.0 e 7.0. E' possibile che il complesso reagisca con le proteine o altri composti organici insaturi, e che questo determini un a riduzione della sua efficacia. L'uso concomitante di preparati con c omponenti enzimatiche per il trattamento di ferite determina un indebo limento degli effetti di entrambe le sostanze. Lo iodopovidone non dev e essere usato contemporaneamente a prodotti contenti sali di mercurio o composti del benzonio, carbonati, acido tannico, alcali, perossido d'idrogeno, taurolidina e argento. L'uso di prodotti contenenti iodopo vidone in concomitanza con altri antisettici contenenti octedina nelle stesse sedi o in sedi adiacenti puo' provocare una momentanea coloraz ione scura delle aree interessate. L'effetto ossidativo delle preparaz ioni a base di iodopovidone puo' causare risultati falsi positivi di a lcuni esami diagnostici di laboratorio (ad esempio test con toluidina o gomma di guaiaco per la determinazione dell'emoglobina o del glucosi o nelle feci o nelle urine). Evitare l'uso abituale in pazienti in tra ttamento contemporaneo con litio L'assorbimento dello iodio dalla solu zione di iodopovidone puo' ridurre la captazione tiroidea dello iodio. Cio' puo' interferire con diversi esami (scintigrafia della tiroide, determinazione delle proteine leganti lo iodio, diagnostica con iodio radioattivo) e puo' rendere impossibile un trattamento pianificato del la tiroide con iodio (terapia con iodio radioattivo). Dopo la fine del trattamento, prima di eseguire una nuova scintigrafia e' necessario c he trascorra un adeguato periodo di tempo. Gli effetti indesiderati sono classificati in base alla loro frequenza : Molto comune (>= 1/10) Comune (> 1/100 a < 1/10) Non comune (>= 1/1. 000 a < 1/100) Raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) Molto raro (< 1/10.000) Non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati di sponibili) Disturbi del Sistema immunitario. Raro: ipersensibilita' m olto raro: reazione anafilattica. Patologie endocrine. Molto raro: ipe rtiroidismo (talvolta con sintomi come tachicardia o agitazione) non nota: ipotiroidismo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: squilibrio elettrolitico, acidosi metabolica. Patologie respirat orie, toraciche e mediastiniche. Non nota: polmonite (solo in caso di utilizzo di Betadine 1% collutorio). Patologie della cute e del tessut o sottocutaneo. Raro: dermatite da contatto (con sintomi come eritema, microvescicole e prurito) molto raro: angioedema non nota: dermatit e esfoliativa, cute secca (solo in caso di utilizzo di Betadine 10% so luzione cutanea, alcolica). Patologie renali e urinarie. Non nota: ins ufficienza renale acuta, osmolarita' del sangue anormale, traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura non nota: ustione chimica cutanea, ustione termica (solo in caso di utilizzo di Betadine 10% so luzione cutanea, alcolica). Segnalare qualsiasi reazione avversa sospe tta tramite il sistema nazionale di segnalazione. Durante la gravidanza e l'allattamento, la soluzione di iodopovidone d eve essere utilizzata solo se strettamente necessaria e alla minima do se possibile, a causa della capacita' dello iodio di attraversare la p lacenta e di essere secreto nel latte materno e per l' elevata sensibi lita' del feto e del neonato allo iodio. Lo iodio, inoltre, si concent ra maggiormente nel latte materno rispetto al siero, pertanto puo' cau sare ipotiroidismo transitorio con aumento del TSH (ormone stimolante la tiroide) nel feto o nel neonato.

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BETADINE Antisettici e disinfettanti, derivati dello iodio. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica. 100 ml contengono: iodopovid one (al 10% di iodio) g 10. Betadine 1% Collutorio. 100 ml contengono: iodopovidone (al 10% di iodio) g 1,0. Betadine 10% Gel. 100 g di gel o gel contengono: iodopovidone (al 10% di iodio) g 10. Betadine 10% Ga rze impregnate. 1 compressa di garza da 1 dm^2 da 3 g contiene: iodopo vidone (al 10% di iodio) g 0,25. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: alcool isopropilico, acido c itrico, sodio fosfato bibasico, acqua depurata. Betadine 10% Gel: poli etilenglicole 400, polietilenglicole 4000, polietilenglicole 6000, acq ua depurata. Betadine 1% Collutorio: etanolo, glicerolo, eucaliptolo, mentolo, saccarina sodica, acido citrico monoidrato, sodio fosfato bib asico biidrato, potassio iodato, acqua depurata. Betadine 10% Garze im pregnate: polietilenglicole 400, polietilenglicole 4000, polietilengli cole 6000, acqua depurata. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: disinfezione e pulizia della cute lesa (ferite, piaghe). Betadine 1% Collutorio: disinfezione dell a mucosa orale. Betadine 10% Gel: disinfezione della cute lesa (ferite , piaghe). Betadine 10% Garze impregnate: disinfezione della cute lesa (ferite, piaghe). Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti ipertiroidismo. Non usare in bambini di eta' inferiore ai 6 mesi. Il collutorio non deve essere usato nei bambini al di sotto dei 6 anni . Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: si applica direttamente sull a cute per la disinfezione prima, durante e dopo interventi operatori. Si puo' coprire la parte con garze e bende adesive. Applicare 2 volte al giorno uno strato della soluzione di colore marrone fino ad ottene re una colorazione di intensita' media si forma una pellicola superfi ciale che non macchia. Una quantita' di 5 ml di soluzione (contenente 50 mg di iodio) e' sufficiente a trattare un'area di circa 15 cm di la to. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. La soluzione alcolica e' altamen te infiammabile: deve asciugarsi completamente prima che venga applica to qualsiasi dispositivo (in particolare dispositivi chirurgici ad alt a frequenza). Nella preparazione pre-operatoria, evitare l'accumulo so tto il paziente, in quanto possono verificarsi ustioni chimiche della cute. L'esposizione prolungata a condizioni di umidita' correlate alla soluzione puo' causare irritazione o, raramente, gravi reazioni cutan ee. Betadine 1% Collutorio: diluire a proprio gusto, solo quando neces sario, tenendo presente che l'efficacia e' mantenuta alla diluizione d i 1 parte di Betadine per 2 parti di acqua, e fare gargarismi, 2-3 vol te al giorno. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. Betadine 10% Gel: Appl icare 2 volte al giorno secondo necessita' direttamente sulla zona col pita uno strato leggero di gel. 3 g di gel pari a circa 15 cm (contene nti 30 mg di iodio) sono sufficienti a trattare un'area di 10 cm di la to. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. Betadine 10% Garze impregnate: a pplicare 1 garza, 1-3 volte al di'. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. Betadine 1% Collutorio: conservare a temperatura non superiore a 25 gr adi C. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: conservare a temperat ura non superiore a 25 gradi C Betadine 10% Gel e Betadine 10% Garze i mpregnate: conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C. Non usare per trattamenti prolungati. Particolare cautela va usata in pazienti con preesistente insufficienza renale che necessitino di rego lari applicazioni di Betadine su cute lesa. Solo per uso esterno. L'us o specie se prolungato puo' dare origine a fenomeni di sensibilizzazio ne. In tal caso interrompere il trattamento ed adottare idonee misure terapeutiche. I pazienti con gozzo, noduli tiroidei o altre patologie tiroidee acute e non acute sono a rischio di sviluppare iperfunzione t iroidea (ipertiroidismo) a seguito di somministrazione di grandi quant ita' di iodio. In questa popolazione di pazienti, la soluzione di iodo povidone non dovrebbe essere impiegata per un periodo di tempo prolung ato e su estese superfici corporee se non strettamente indicato. Anche dopo la fine del trattamento bisogna ricercare i precoci sintomi di p ossibile ipertiroidismo e, se necessario, bisogna monitorare la funzio ne tiroidea. Non usare almeno 10 giorni prima di effettuare una scinti grafia o dopo scintigrafia con iodio radioattivo oppure nel trattament o con iodio radioattivo del carcinoma tiroideo. La popolazione pediatr ica ha maggior rischio di sviluppare ipotiroidismo a seguito di applic azioni di dosi elevate di iodio. A causa della permeabilita' della cut e e della loro elevata sensibilita' allo iodio, l'uso di iodopovidone deve essere ridotto al minimo indispensabile nei bambini. Puo' essere necessario un controllo della funzione tiroidea del bambino (ad esempi o, livelli di T4 e TSH). Qualsiasi ingestione orale di iodopovidone da parte del bambino deve essere evitata. In eta' pediatrica usare solo sotto stretto controllo e nei casi di effettiva necessita'. L'ingestio ne o l'inalazione accidentale di alcuni disinfettanti possono avere co nseguenze gravi, talvolta fatali. Evitare il contatto con gli occhi. B etadine 10% soluzione cutanea, alcolica. La soluzione alcolica e' alta mente infiammabile: deve asciugarsi completamente prima che venga appl icato qualsiasi dispositivo (in particolare dispositivi chirurgici ad alta frequenza). Nella preparazione pre-operatoria, evitare l'accumulo sotto il paziente, in quanto possono verificarsi ustioni chimiche del la cute. L'esposizione prolungata a condizioni di umidita' correlate a lla soluzione puo' causare irritazione o, raramente, gravi reazioni cu tanee. In caso di irritazione della pelle, dermatite da contatto o ipe rsensibilita', interrompere l'uso. Non scaldare prima dell'applicazion e. Betadine 1% collutorio: e' necessario prestare attenzione in caso d i uso orofaringeo per evitare l'inalazione di Betadine 1% colluttorio attraverso il tratto respiratorio poiche' puo' provocare complicazioni come polmonite. Cio' puo' verificarsi particolarmente in pazienti int ubati. Evitare l'uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti. Il comp lesso polivinilpirrolidone-iodio e' efficace e stabile a valori di pH compresi tra 2.0 e 7.0. E' possibile che il complesso reagisca con le proteine o altri composti organici insaturi, e che questo determini un a riduzione della sua efficacia. L'uso concomitante di preparati con c omponenti enzimatiche per il trattamento di ferite determina un indebo limento degli effetti di entrambe le sostanze. Lo iodopovidone non dev e essere usato contemporaneamente a prodotti contenti sali di mercurio o composti del benzonio, carbonati, acido tannico, alcali, perossido d'idrogeno, taurolidina e argento. L'uso di prodotti contenenti iodopo vidone in concomitanza con altri antisettici contenenti octedina nelle stesse sedi o in sedi adiacenti puo' provocare una momentanea coloraz ione scura delle aree interessate. L'effetto ossidativo delle preparaz ioni a base di iodopovidone puo' causare risultati falsi positivi di a lcuni esami diagnostici di laboratorio (ad esempio test con toluidina o gomma di guaiaco per la determinazione dell'emoglobina o del glucosi o nelle feci o nelle urine). Evitare l'uso abituale in pazienti in tra ttamento contemporaneo con litio L'assorbimento dello iodio dalla solu zione di iodopovidone puo' ridurre la captazione tiroidea dello iodio. Cio' puo' interferire con diversi esami (scintigrafia della tiroide, determinazione delle proteine leganti lo iodio, diagnostica con iodio radioattivo) e puo' rendere impossibile un trattamento pianificato del la tiroide con iodio (terapia con iodio radioattivo). Dopo la fine del trattamento, prima di eseguire una nuova scintigrafia e' necessario c he trascorra un adeguato periodo di tempo. Gli effetti indesiderati sono classificati in base alla loro frequenza : Molto comune (>= 1/10) Comune (> 1/100 a < 1/10) Non comune (>= 1/1. 000 a < 1/100) Raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) Molto raro (< 1/10.000) Non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati di sponibili) Disturbi del Sistema immunitario. Raro: ipersensibilita' m olto raro: reazione anafilattica. Patologie endocrine. Molto raro: ipe rtiroidismo (talvolta con sintomi come tachicardia o agitazione) non nota: ipotiroidismo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: squilibrio elettrolitico, acidosi metabolica. Patologie respirat orie, toraciche e mediastiniche. Non nota: polmonite (solo in caso di utilizzo di Betadine 1% collutorio). Patologie della cute e del tessut o sottocutaneo. Raro: dermatite da contatto (con sintomi come eritema, microvescicole e prurito) molto raro: angioedema non nota: dermatit e esfoliativa, cute secca (solo in caso di utilizzo di Betadine 10% so luzione cutanea, alcolica). Patologie renali e urinarie. Non nota: ins ufficienza renale acuta, osmolarita' del sangue anormale, traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura non nota: ustione chimica cutanea, ustione termica (solo in caso di utilizzo di Betadine 10% so luzione cutanea, alcolica). Segnalare qualsiasi reazione avversa sospe tta tramite il sistema nazionale di segnalazione. Durante la gravidanza e l'allattamento, la soluzione di iodopovidone d eve essere utilizzata solo se strettamente necessaria e alla minima do se possibile, a causa della capacita' dello iodio di attraversare la p lacenta e di essere secreto nel latte materno e per l' elevata sensibi lita' del feto e del neonato allo iodio. Lo iodio, inoltre, si concent ra maggiormente nel latte materno rispetto al siero, pertanto puo' cau sare ipotiroidismo transitorio con aumento del TSH (ormone stimolante la tiroide) nel feto o nel neonato.

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BETADINE Antisettici e disinfettanti, derivati dello iodio. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica. 100 ml contengono: iodopovid one (al 10% di iodio) g 10. Betadine 1% Collutorio. 100 ml contengono: iodopovidone (al 10% di iodio) g 1,0. Betadine 10% Gel. 100 g di gel o gel contengono: iodopovidone (al 10% di iodio) g 10. Betadine 10% Ga rze impregnate. 1 compressa di garza da 1 dm^2 da 3 g contiene: iodopo vidone (al 10% di iodio) g 0,25. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: alcool isopropilico, acido c itrico, sodio fosfato bibasico, acqua depurata. Betadine 10% Gel: poli etilenglicole 400, polietilenglicole 4000, polietilenglicole 6000, acq ua depurata. Betadine 1% Collutorio: etanolo, glicerolo, eucaliptolo, mentolo, saccarina sodica, acido citrico monoidrato, sodio fosfato bib asico biidrato, potassio iodato, acqua depurata. Betadine 10% Garze im pregnate: polietilenglicole 400, polietilenglicole 4000, polietilengli cole 6000, acqua depurata. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: disinfezione e pulizia della cute lesa (ferite, piaghe). Betadine 1% Collutorio: disinfezione dell a mucosa orale. Betadine 10% Gel: disinfezione della cute lesa (ferite , piaghe). Betadine 10% Garze impregnate: disinfezione della cute lesa (ferite, piaghe). Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti ipertiroidismo. Non usare in bambini di eta' inferiore ai 6 mesi. Il collutorio non deve essere usato nei bambini al di sotto dei 6 anni . Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: si applica direttamente sull a cute per la disinfezione prima, durante e dopo interventi operatori. Si puo' coprire la parte con garze e bende adesive. Applicare 2 volte al giorno uno strato della soluzione di colore marrone fino ad ottene re una colorazione di intensita' media si forma una pellicola superfi ciale che non macchia. Una quantita' di 5 ml di soluzione (contenente 50 mg di iodio) e' sufficiente a trattare un'area di circa 15 cm di la to. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. La soluzione alcolica e' altamen te infiammabile: deve asciugarsi completamente prima che venga applica to qualsiasi dispositivo (in particolare dispositivi chirurgici ad alt a frequenza). Nella preparazione pre-operatoria, evitare l'accumulo so tto il paziente, in quanto possono verificarsi ustioni chimiche della cute. L'esposizione prolungata a condizioni di umidita' correlate alla soluzione puo' causare irritazione o, raramente, gravi reazioni cutan ee. Betadine 1% Collutorio: diluire a proprio gusto, solo quando neces sario, tenendo presente che l'efficacia e' mantenuta alla diluizione d i 1 parte di Betadine per 2 parti di acqua, e fare gargarismi, 2-3 vol te al giorno. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. Betadine 10% Gel: Appl icare 2 volte al giorno secondo necessita' direttamente sulla zona col pita uno strato leggero di gel. 3 g di gel pari a circa 15 cm (contene nti 30 mg di iodio) sono sufficienti a trattare un'area di 10 cm di la to. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. Betadine 10% Garze impregnate: a pplicare 1 garza, 1-3 volte al di'. NON SUPERARE LE DOSI CONSIGLIATE. Betadine 1% Collutorio: conservare a temperatura non superiore a 25 gr adi C. Betadine 10% Soluzione cutanea, alcolica: conservare a temperat ura non superiore a 25 gradi C Betadine 10% Gel e Betadine 10% Garze i mpregnate: conservare a temperatura non superiore a 30 gradi C. Non usare per trattamenti prolungati. Particolare cautela va usata in pazienti con preesistente insufficienza renale che necessitino di rego lari applicazioni di Betadine su cute lesa. Solo per uso esterno. L'us o specie se prolungato puo' dare origine a fenomeni di sensibilizzazio ne. In tal caso interrompere il trattamento ed adottare idonee misure terapeutiche. I pazienti con gozzo, noduli tiroidei o altre patologie tiroidee acute e non acute sono a rischio di sviluppare iperfunzione t iroidea (ipertiroidismo) a seguito di somministrazione di grandi quant ita' di iodio. In questa popolazione di pazienti, la soluzione di iodo povidone non dovrebbe essere impiegata per un periodo di tempo prolung ato e su estese superfici corporee se non strettamente indicato. Anche dopo la fine del trattamento bisogna ricercare i precoci sintomi di p ossibile ipertiroidismo e, se necessario, bisogna monitorare la funzio ne tiroidea. Non usare almeno 10 giorni prima di effettuare una scinti grafia o dopo scintigrafia con iodio radioattivo oppure nel trattament o con iodio radioattivo del carcinoma tiroideo. La popolazione pediatr ica ha maggior rischio di sviluppare ipotiroidismo a seguito di applic azioni di dosi elevate di iodio. A causa della permeabilita' della cut e e della loro elevata sensibilita' allo iodio, l'uso di iodopovidone deve essere ridotto al minimo indispensabile nei bambini. Puo' essere necessario un controllo della funzione tiroidea del bambino (ad esempi o, livelli di T4 e TSH). Qualsiasi ingestione orale di iodopovidone da parte del bambino deve essere evitata. In eta' pediatrica usare solo sotto stretto controllo e nei casi di effettiva necessita'. L'ingestio ne o l'inalazione accidentale di alcuni disinfettanti possono avere co nseguenze gravi, talvolta fatali. Evitare il contatto con gli occhi. B etadine 10% soluzione cutanea, alcolica. La soluzione alcolica e' alta mente infiammabile: deve asciugarsi completamente prima che venga appl icato qualsiasi dispositivo (in particolare dispositivi chirurgici ad alta frequenza). Nella preparazione pre-operatoria, evitare l'accumulo sotto il paziente, in quanto possono verificarsi ustioni chimiche del la cute. L'esposizione prolungata a condizioni di umidita' correlate a lla soluzione puo' causare irritazione o, raramente, gravi reazioni cu tanee. In caso di irritazione della pelle, dermatite da contatto o ipe rsensibilita', interrompere l'uso. Non scaldare prima dell'applicazion e. Betadine 1% collutorio: e' necessario prestare attenzione in caso d i uso orofaringeo per evitare l'inalazione di Betadine 1% colluttorio attraverso il tratto respiratorio poiche' puo' provocare complicazioni come polmonite. Cio' puo' verificarsi particolarmente in pazienti int ubati. Evitare l'uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti. Il comp lesso polivinilpirrolidone-iodio e' efficace e stabile a valori di pH compresi tra 2.0 e 7.0. E' possibile che il complesso reagisca con le proteine o altri composti organici insaturi, e che questo determini un a riduzione della sua efficacia. L'uso concomitante di preparati con c omponenti enzimatiche per il trattamento di ferite determina un indebo limento degli effetti di entrambe le sostanze. Lo iodopovidone non dev e essere usato contemporaneamente a prodotti contenti sali di mercurio o composti del benzonio, carbonati, acido tannico, alcali, perossido d'idrogeno, taurolidina e argento. L'uso di prodotti contenenti iodopo vidone in concomitanza con altri antisettici contenenti octedina nelle stesse sedi o in sedi adiacenti puo' provocare una momentanea coloraz ione scura delle aree interessate. L'effetto ossidativo delle preparaz ioni a base di iodopovidone puo' causare risultati falsi positivi di a lcuni esami diagnostici di laboratorio (ad esempio test con toluidina o gomma di guaiaco per la determinazione dell'emoglobina o del glucosi o nelle feci o nelle urine). Evitare l'uso abituale in pazienti in tra ttamento contemporaneo con litio L'assorbimento dello iodio dalla solu zione di iodopovidone puo' ridurre la captazione tiroidea dello iodio. Cio' puo' interferire con diversi esami (scintigrafia della tiroide, determinazione delle proteine leganti lo iodio, diagnostica con iodio radioattivo) e puo' rendere impossibile un trattamento pianificato del la tiroide con iodio (terapia con iodio radioattivo). Dopo la fine del trattamento, prima di eseguire una nuova scintigrafia e' necessario c he trascorra un adeguato periodo di tempo. Gli effetti indesiderati sono classificati in base alla loro frequenza : Molto comune (>= 1/10) Comune (> 1/100 a < 1/10) Non comune (>= 1/1. 000 a < 1/100) Raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) Molto raro (< 1/10.000) Non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei dati di sponibili) Disturbi del Sistema immunitario. Raro: ipersensibilita' m olto raro: reazione anafilattica. Patologie endocrine. Molto raro: ipe rtiroidismo (talvolta con sintomi come tachicardia o agitazione) non nota: ipotiroidismo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non nota: squilibrio elettrolitico, acidosi metabolica. Patologie respirat orie, toraciche e mediastiniche. Non nota: polmonite (solo in caso di utilizzo di Betadine 1% collutorio). Patologie della cute e del tessut o sottocutaneo. Raro: dermatite da contatto (con sintomi come eritema, microvescicole e prurito) molto raro: angioedema non nota: dermatit e esfoliativa, cute secca (solo in caso di utilizzo di Betadine 10% so luzione cutanea, alcolica). Patologie renali e urinarie. Non nota: ins ufficienza renale acuta, osmolarita' del sangue anormale, traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura non nota: ustione chimica cutanea, ustione termica (solo in caso di utilizzo di Betadine 10% so luzione cutanea, alcolica). Segnalare qualsiasi reazione avversa sospe tta tramite il sistema nazionale di segnalazione. Durante la gravidanza e l'allattamento, la soluzione di iodopovidone d eve essere utilizzata solo se strettamente necessaria e alla minima do se possibile, a causa della capacita' dello iodio di attraversare la p lacenta e di essere secreto nel latte materno e per l' elevata sensibi lita' del feto e del neonato allo iodio. Lo iodio, inoltre, si concent ra maggiormente nel latte materno rispetto al siero, pertanto puo' cau sare ipotiroidismo transitorio con aumento del TSH (ormone stimolante la tiroide) nel feto o nel neonato.

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BETADINE SOLUZ CUT 125ML 10%
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BETADINE SOLUZ CUT 125ML 10%

BETADINE 10% SOLUZIONE CUTANEA Antisettici e disinfettanti, derivati dello iodio. Questo farmaco 10% soluzione cutanea 100 ml contengono: iodopovidone ( al 10% di iodio) 10 g. Questo medicinale 10% soluzione cutanea: glicerolo, macrogol laurilete re, sodio fosfato bibasico biidrato, acido citrico monoidrato, sodio i drossido, acqua depurata. Disinfezione e pulizia della cute lesa (ferite, piaghe ecc.). Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti. Ipertiroidismo. Non usare in bambini di eta' inferiore ai sei mesi . Si applica 2 volte al giorno direttamente su piccole ferite ed infezio ni cutanee. Una quantita' di 5 ml di soluzione (contenente 50 mg di io dio) e' sufficiente a trattare un'area di circa 15 cm di lato. Per ant isepsi cutanea: applicare uno strato protettivo della soluzione di col ore marrone fino ad ottenere una colorazione di intensita' media: si f orma una pellicola superficiale che non macchia. Betadine 10% soluzione cutanea: conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C. Non usare per trattamenti prolungati. Particolare cautela va usata in pazienti con preesistente insufficienza renale che necessitino di rego lari applicazioni di questo farmaco su cute lesa. Solo per uso esterno . L'uso specie se prolungato puo' dare origine a fenomeni di sensibili zzazione. In tal caso interrompere il trattamento ed adottare idonee m isure terapeutiche. I pazienti con gozzo, noduli tiroidei o altre pato logie tiroidee acute e non acute sono a rischio di sviluppare iperfunz ione tiroidea (ipertiroidismo) a seguito di somministrazione di grandi quantita' di iodio. In questa popolazione di pazienti, la soluzione d i iodopovidone non dovrebbe essere impiegata per un periodo di tempo p rolungato e su estese superfici corporee se non strettamente indicato. Anche dopo la fine del trattamento bisogna ricercare i precoci sintom i di possibile ipertiroidismo e, se necessario, bisogna monitorare la funzione tiroidea. Non usare almeno 10 giorni prima di effettuare una scintigrafia o dopo scintigrafia con iodio radioattivo oppure nel trat tamento con iodio radioattivo del carcinoma tiroideo. La popolazione p ediatrica ha maggior rischio di sviluppare ipotiroidismo a seguito di applicazioni di dosi elevate di iodio. A causa della permeabilita' del la cute e della loro elevata sensibilita' allo iodio, l'uso di iodopov idone deve essere ridotto al minimo indispensabile nei bambini. Puo' e ssere necessario un controllo della funzione tiroidea del bambino (ad esempio livelli di T4 e TSH). Qualsiasi ingestione orale di iodopovido ne da parte del bambino deve essere evitata. In eta' pediatrica usare solo sotto stretto controllo e nei casi di effettiva necessita'. L'ing estione o l'inalazione accidentale di alcuni disinfettanti puo' avere conseguenze gravi talvolta fatali. Evitare il contatto con gli occhi. Evitare l'uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti. Il comp lesso polivinilpirrolidone-iodio e' efficace a valori di pH compresi t ra 2.0 e 7.0. E' possibile che il complesso reagisca con le proteine o altri composti organici insaturi, e che questo determini una riduzion e della sua efficacia. L'uso concomitante di preparati con componenti enzimatiche per il trattamento di ferite determina un indebolimento de gli effetti di entrambe le sostanze. Lo iodopovidone non deve essere u sato contemporaneamente a prodotti contenti sali di mercurio o compost i del benzoino, carbonati, acido tannico, alcali, perossido d'idrogeno , taurolidina e argento. L'uso di prodotti contenenti iodopovidone in concomitanza con altri antisettici contenenti octedina nelle stesse se di o in sedi adiacenti puo' provocare una momentanea colorazione scura delle aree interessate. L'effetto ossidativo delle preparazioni a bas e di iodopovidone puo' causare risultati falsi positivi di alcuni esam i diagnostici di laboratorio (ad esempio test con toluidina o gomma di guaiaco per la determinazione dell'emoglobina o del glucosio nelle fe ci o nelle urine). Evitare l'uso abituale in pazienti in trattamento c ontemporaneo con litio. L'assorbimento dello iodio dalla soluzione di iodopovidone puo' ridurre la captazione tiroidea dello iodio. Cio' puo ' interferire con diversi esami (scintigrafia della tiroide, determina zione delle proteine leganti lo iodio, diagnostica con iodio radioatti vo) e puo' rendere impossibile un trattamento pianificato della tiroid e con iodio (terapia con iodio radioattivo). Dopo la fine del trattame nto, prima di eseguire una nuova scintigrafia e' necessario che trasco rra un adeguato periodo di tempo. Gli effetti indesiderati sono classificati in base alla loro frequenza : molto comune (>= 1/10) comune (> 1/100 a < 1/10) non comune (>= 1/ 1.000 a < 1/100) raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) molto raro (< 1/10.0 00) non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei da ti disponibili). Disturbi del Sistema immunitario. Raro: Ipersensibili ta' molto raro: Reazione anafilattica. Patologie endocrine. Molto rar o: Ipertiroidismo (talvolta con sintomi come tachicardia o agitazione) non nota: ipotiroidismo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione . Non nota: squilibrio elettrolitico, acidosi metabolica. Patologie de lla cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: dermatite da contatto (con sintomi come eritema, microvescicole e prurito) molto raro: angioedem a non nota: dermatite esfoliativa. Patologie renali e urinarie. Non n ota: insufficienza renale acuta, osmolarita' del sangue anormale. In p azienti con storia di patologie della tiroide a seguito di elevata cap tazione di iodio, ad esempio dopo utilizzo a lungo termine di soluzion e di iodopovidone per il trattamento di ferite e ustioni su aree cutan ee estese. Puo' verificarsi a seguito della captazione di elevate quan tita' di iodopovidone (ad esempio nel trattamento di ustioni). Ipotiro idismo a seguito di uso prolungato o esteso di iodopovidone Segnalazio ne delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avv erse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e ' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiest o di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov .it/content/come-segnalare-una-sosp etta-reazioneavversa. Durante la gravidanza e l'allattamento, la soluzione di iodopovidone d eve essere utilizzata solo se strettamente necessaria e alla minima do se possibile, a causa della capacita' dello iodio di attraversare la p lacenta e di essere secreto nel latte materno e per l'elevata sensibil ita' del feto e del neonato allo iodio. Lo iodio, inoltre, si concentr a maggiormente nel latte materno rispetto al siero, pertanto puo' caus are ipotiroidismo transitorio con aumento del TSH (ormone stimolante l a tiroide) nel feto o nel neonato.

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BETADINE SOLUZ CUT FL50ML10%
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Betadine 10% soluzione cutanea: conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C. Non usare per trattamenti prolungati. Particolare cautela va usata in pazienti con preesistente insufficienza renale che necessitino di rego lari applicazioni di questo farmaco su cute lesa. Solo per uso esterno . L'uso specie se prolungato puo' dare origine a fenomeni di sensibili zzazione. In tal caso interrompere il trattamento ed adottare idonee m isure terapeutiche. I pazienti con gozzo, noduli tiroidei o altre pato logie tiroidee acute e non acute sono a rischio di sviluppare iperfunz ione tiroidea (ipertiroidismo) a seguito di somministrazione di grandi quantita' di iodio. In questa popolazione di pazienti, la soluzione d i iodopovidone non dovrebbe essere impiegata per un periodo di tempo p rolungato e su estese superfici corporee se non strettamente indicato. Anche dopo la fine del trattamento bisogna ricercare i precoci sintom i di possibile ipertiroidismo e, se necessario, bisogna monitorare la funzione tiroidea. Non usare almeno 10 giorni prima di effettuare una scintigrafia o dopo scintigrafia con iodio radioattivo oppure nel trat tamento con iodio radioattivo del carcinoma tiroideo. La popolazione p ediatrica ha maggior rischio di sviluppare ipotiroidismo a seguito di applicazioni di dosi elevate di iodio. A causa della permeabilita' del la cute e della loro elevata sensibilita' allo iodio, l'uso di iodopov idone deve essere ridotto al minimo indispensabile nei bambini. Puo' e ssere necessario un controllo della funzione tiroidea del bambino (ad esempio livelli di T4 e TSH). Qualsiasi ingestione orale di iodopovido ne da parte del bambino deve essere evitata. In eta' pediatrica usare solo sotto stretto controllo e nei casi di effettiva necessita'. L'ing estione o l'inalazione accidentale di alcuni disinfettanti puo' avere conseguenze gravi talvolta fatali. Evitare il contatto con gli occhi. Evitare l'uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti. Il comp lesso polivinilpirrolidone-iodio e' efficace a valori di pH compresi t ra 2.0 e 7.0. E' possibile che il complesso reagisca con le proteine o altri composti organici insaturi, e che questo determini una riduzion e della sua efficacia. L'uso concomitante di preparati con componenti enzimatiche per il trattamento di ferite determina un indebolimento de gli effetti di entrambe le sostanze. Lo iodopovidone non deve essere u sato contemporaneamente a prodotti contenti sali di mercurio o compost i del benzoino, carbonati, acido tannico, alcali, perossido d'idrogeno , taurolidina e argento. L'uso di prodotti contenenti iodopovidone in concomitanza con altri antisettici contenenti octedina nelle stesse se di o in sedi adiacenti puo' provocare una momentanea colorazione scura delle aree interessate. L'effetto ossidativo delle preparazioni a bas e di iodopovidone puo' causare risultati falsi positivi di alcuni esam i diagnostici di laboratorio (ad esempio test con toluidina o gomma di guaiaco per la determinazione dell'emoglobina o del glucosio nelle fe ci o nelle urine). Evitare l'uso abituale in pazienti in trattamento c ontemporaneo con litio. L'assorbimento dello iodio dalla soluzione di iodopovidone puo' ridurre la captazione tiroidea dello iodio. Cio' puo ' interferire con diversi esami (scintigrafia della tiroide, determina zione delle proteine leganti lo iodio, diagnostica con iodio radioatti vo) e puo' rendere impossibile un trattamento pianificato della tiroid e con iodio (terapia con iodio radioattivo). Dopo la fine del trattame nto, prima di eseguire una nuova scintigrafia e' necessario che trasco rra un adeguato periodo di tempo. Gli effetti indesiderati sono classificati in base alla loro frequenza : molto comune (>= 1/10) comune (> 1/100 a < 1/10) non comune (>= 1/ 1.000 a < 1/100) raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) molto raro (< 1/10.0 00) non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei da ti disponibili). Disturbi del Sistema immunitario. Raro: Ipersensibili ta' molto raro: Reazione anafilattica. Patologie endocrine. Molto rar o: Ipertiroidismo (talvolta con sintomi come tachicardia o agitazione) non nota: ipotiroidismo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione . Non nota: squilibrio elettrolitico, acidosi metabolica. Patologie de lla cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: dermatite da contatto (con sintomi come eritema, microvescicole e prurito) molto raro: angioedem a non nota: dermatite esfoliativa. Patologie renali e urinarie. Non n ota: insufficienza renale acuta, osmolarita' del sangue anormale. In p azienti con storia di patologie della tiroide a seguito di elevata cap tazione di iodio, ad esempio dopo utilizzo a lungo termine di soluzion e di iodopovidone per il trattamento di ferite e ustioni su aree cutan ee estese. Puo' verificarsi a seguito della captazione di elevate quan tita' di iodopovidone (ad esempio nel trattamento di ustioni). Ipotiro idismo a seguito di uso prolungato o esteso di iodopovidone Segnalazio ne delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avv erse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e ' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiest o di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov .it/content/come-segnalare-una-sosp etta-reazioneavversa. Durante la gravidanza e l'allattamento, la soluzione di iodopovidone d eve essere utilizzata solo se strettamente necessaria e alla minima do se possibile, a causa della capacita' dello iodio di attraversare la p lacenta e di essere secreto nel latte materno e per l'elevata sensibil ita' del feto e del neonato allo iodio. Lo iodio, inoltre, si concentr a maggiormente nel latte materno rispetto al siero, pertanto puo' caus are ipotiroidismo transitorio con aumento del TSH (ormone stimolante l a tiroide) nel feto o nel neonato.

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BETADINE 10% SOLUZIONE CUTANEA Antisettici e disinfettanti, derivati dello iodio. Questo farmaco 10% soluzione cutanea 100 ml contengono: iodopovidone ( al 10% di iodio) 10 g. Questo medicinale 10% soluzione cutanea: glicerolo, macrogol laurilete re, sodio fosfato bibasico biidrato, acido citrico monoidrato, sodio i drossido, acqua depurata. Disinfezione e pulizia della cute lesa (ferite, piaghe ecc.). Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti. Ipertiroidismo. Non usare in bambini di eta' inferiore ai sei mesi . Si applica 2 volte al giorno direttamente su piccole ferite ed infezio ni cutanee. Una quantita' di 5 ml di soluzione (contenente 50 mg di io dio) e' sufficiente a trattare un'area di circa 15 cm di lato. Per ant isepsi cutanea: applicare uno strato protettivo della soluzione di col ore marrone fino ad ottenere una colorazione di intensita' media: si f orma una pellicola superficiale che non macchia. Betadine 10% soluzione cutanea: conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C. Non usare per trattamenti prolungati. Particolare cautela va usata in pazienti con preesistente insufficienza renale che necessitino di rego lari applicazioni di questo farmaco su cute lesa. Solo per uso esterno . L'uso specie se prolungato puo' dare origine a fenomeni di sensibili zzazione. In tal caso interrompere il trattamento ed adottare idonee m isure terapeutiche. I pazienti con gozzo, noduli tiroidei o altre pato logie tiroidee acute e non acute sono a rischio di sviluppare iperfunz ione tiroidea (ipertiroidismo) a seguito di somministrazione di grandi quantita' di iodio. In questa popolazione di pazienti, la soluzione d i iodopovidone non dovrebbe essere impiegata per un periodo di tempo p rolungato e su estese superfici corporee se non strettamente indicato. Anche dopo la fine del trattamento bisogna ricercare i precoci sintom i di possibile ipertiroidismo e, se necessario, bisogna monitorare la funzione tiroidea. Non usare almeno 10 giorni prima di effettuare una scintigrafia o dopo scintigrafia con iodio radioattivo oppure nel trat tamento con iodio radioattivo del carcinoma tiroideo. La popolazione p ediatrica ha maggior rischio di sviluppare ipotiroidismo a seguito di applicazioni di dosi elevate di iodio. A causa della permeabilita' del la cute e della loro elevata sensibilita' allo iodio, l'uso di iodopov idone deve essere ridotto al minimo indispensabile nei bambini. Puo' e ssere necessario un controllo della funzione tiroidea del bambino (ad esempio livelli di T4 e TSH). Qualsiasi ingestione orale di iodopovido ne da parte del bambino deve essere evitata. In eta' pediatrica usare solo sotto stretto controllo e nei casi di effettiva necessita'. L'ing estione o l'inalazione accidentale di alcuni disinfettanti puo' avere conseguenze gravi talvolta fatali. Evitare il contatto con gli occhi. Evitare l'uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti. Il comp lesso polivinilpirrolidone-iodio e' efficace a valori di pH compresi t ra 2.0 e 7.0. E' possibile che il complesso reagisca con le proteine o altri composti organici insaturi, e che questo determini una riduzion e della sua efficacia. L'uso concomitante di preparati con componenti enzimatiche per il trattamento di ferite determina un indebolimento de gli effetti di entrambe le sostanze. Lo iodopovidone non deve essere u sato contemporaneamente a prodotti contenti sali di mercurio o compost i del benzoino, carbonati, acido tannico, alcali, perossido d'idrogeno , taurolidina e argento. L'uso di prodotti contenenti iodopovidone in concomitanza con altri antisettici contenenti octedina nelle stesse se di o in sedi adiacenti puo' provocare una momentanea colorazione scura delle aree interessate. L'effetto ossidativo delle preparazioni a bas e di iodopovidone puo' causare risultati falsi positivi di alcuni esam i diagnostici di laboratorio (ad esempio test con toluidina o gomma di guaiaco per la determinazione dell'emoglobina o del glucosio nelle fe ci o nelle urine). Evitare l'uso abituale in pazienti in trattamento c ontemporaneo con litio. L'assorbimento dello iodio dalla soluzione di iodopovidone puo' ridurre la captazione tiroidea dello iodio. Cio' puo ' interferire con diversi esami (scintigrafia della tiroide, determina zione delle proteine leganti lo iodio, diagnostica con iodio radioatti vo) e puo' rendere impossibile un trattamento pianificato della tiroid e con iodio (terapia con iodio radioattivo). Dopo la fine del trattame nto, prima di eseguire una nuova scintigrafia e' necessario che trasco rra un adeguato periodo di tempo. Gli effetti indesiderati sono classificati in base alla loro frequenza : molto comune (>= 1/10) comune (> 1/100 a < 1/10) non comune (>= 1/ 1.000 a < 1/100) raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) molto raro (< 1/10.0 00) non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei da ti disponibili). Disturbi del Sistema immunitario. Raro: Ipersensibili ta' molto raro: Reazione anafilattica. Patologie endocrine. Molto rar o: Ipertiroidismo (talvolta con sintomi come tachicardia o agitazione) non nota: ipotiroidismo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione . Non nota: squilibrio elettrolitico, acidosi metabolica. Patologie de lla cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: dermatite da contatto (con sintomi come eritema, microvescicole e prurito) molto raro: angioedem a non nota: dermatite esfoliativa. Patologie renali e urinarie. Non n ota: insufficienza renale acuta, osmolarita' del sangue anormale. In p azienti con storia di patologie della tiroide a seguito di elevata cap tazione di iodio, ad esempio dopo utilizzo a lungo termine di soluzion e di iodopovidone per il trattamento di ferite e ustioni su aree cutan ee estese. Puo' verificarsi a seguito della captazione di elevate quan tita' di iodopovidone (ad esempio nel trattamento di ustioni). Ipotiro idismo a seguito di uso prolungato o esteso di iodopovidone Segnalazio ne delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avv erse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e ' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiest o di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov .it/content/come-segnalare-una-sosp etta-reazioneavversa. Durante la gravidanza e l'allattamento, la soluzione di iodopovidone d eve essere utilizzata solo se strettamente necessaria e alla minima do se possibile, a causa della capacita' dello iodio di attraversare la p lacenta e di essere secreto nel latte materno e per l'elevata sensibil ita' del feto e del neonato allo iodio. Lo iodio, inoltre, si concentr a maggiormente nel latte materno rispetto al siero, pertanto puo' caus are ipotiroidismo transitorio con aumento del TSH (ormone stimolante l a tiroide) nel feto o nel neonato.

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BETADINE SOL CUT 10FL 5ML10%
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MEDA PHARMA SpA

BETADINE SOL CUT 10FL 5ML10%

BETADINE 10% SOLUZIONE CUTANEA Antisettici e disinfettanti, derivati dello iodio. Questo farmaco 10% soluzione cutanea 100 ml contengono: iodopovidone ( al 10% di iodio) 10 g. Questo medicinale 10% soluzione cutanea: glicerolo, macrogol laurilete re, sodio fosfato bibasico biidrato, acido citrico monoidrato, sodio i drossido, acqua depurata. Disinfezione e pulizia della cute lesa (ferite, piaghe ecc.). Ipersensibilita' al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipien ti. Ipertiroidismo. Non usare in bambini di eta' inferiore ai sei mesi . Si applica 2 volte al giorno direttamente su piccole ferite ed infezio ni cutanee. Una quantita' di 5 ml di soluzione (contenente 50 mg di io dio) e' sufficiente a trattare un'area di circa 15 cm di lato. Per ant isepsi cutanea: applicare uno strato protettivo della soluzione di col ore marrone fino ad ottenere una colorazione di intensita' media: si f orma una pellicola superficiale che non macchia. Betadine 10% soluzione cutanea: conservare a temperatura non superiore a 25 gradi C. Non usare per trattamenti prolungati. Particolare cautela va usata in pazienti con preesistente insufficienza renale che necessitino di rego lari applicazioni di questo farmaco su cute lesa. Solo per uso esterno . L'uso specie se prolungato puo' dare origine a fenomeni di sensibili zzazione. In tal caso interrompere il trattamento ed adottare idonee m isure terapeutiche. I pazienti con gozzo, noduli tiroidei o altre pato logie tiroidee acute e non acute sono a rischio di sviluppare iperfunz ione tiroidea (ipertiroidismo) a seguito di somministrazione di grandi quantita' di iodio. In questa popolazione di pazienti, la soluzione d i iodopovidone non dovrebbe essere impiegata per un periodo di tempo p rolungato e su estese superfici corporee se non strettamente indicato. Anche dopo la fine del trattamento bisogna ricercare i precoci sintom i di possibile ipertiroidismo e, se necessario, bisogna monitorare la funzione tiroidea. Non usare almeno 10 giorni prima di effettuare una scintigrafia o dopo scintigrafia con iodio radioattivo oppure nel trat tamento con iodio radioattivo del carcinoma tiroideo. La popolazione p ediatrica ha maggior rischio di sviluppare ipotiroidismo a seguito di applicazioni di dosi elevate di iodio. A causa della permeabilita' del la cute e della loro elevata sensibilita' allo iodio, l'uso di iodopov idone deve essere ridotto al minimo indispensabile nei bambini. Puo' e ssere necessario un controllo della funzione tiroidea del bambino (ad esempio livelli di T4 e TSH). Qualsiasi ingestione orale di iodopovido ne da parte del bambino deve essere evitata. In eta' pediatrica usare solo sotto stretto controllo e nei casi di effettiva necessita'. L'ing estione o l'inalazione accidentale di alcuni disinfettanti puo' avere conseguenze gravi talvolta fatali. Evitare il contatto con gli occhi. Evitare l'uso contemporaneo di altri antisettici e detergenti. Il comp lesso polivinilpirrolidone-iodio e' efficace a valori di pH compresi t ra 2.0 e 7.0. E' possibile che il complesso reagisca con le proteine o altri composti organici insaturi, e che questo determini una riduzion e della sua efficacia. L'uso concomitante di preparati con componenti enzimatiche per il trattamento di ferite determina un indebolimento de gli effetti di entrambe le sostanze. Lo iodopovidone non deve essere u sato contemporaneamente a prodotti contenti sali di mercurio o compost i del benzoino, carbonati, acido tannico, alcali, perossido d'idrogeno , taurolidina e argento. L'uso di prodotti contenenti iodopovidone in concomitanza con altri antisettici contenenti octedina nelle stesse se di o in sedi adiacenti puo' provocare una momentanea colorazione scura delle aree interessate. L'effetto ossidativo delle preparazioni a bas e di iodopovidone puo' causare risultati falsi positivi di alcuni esam i diagnostici di laboratorio (ad esempio test con toluidina o gomma di guaiaco per la determinazione dell'emoglobina o del glucosio nelle fe ci o nelle urine). Evitare l'uso abituale in pazienti in trattamento c ontemporaneo con litio. L'assorbimento dello iodio dalla soluzione di iodopovidone puo' ridurre la captazione tiroidea dello iodio. Cio' puo ' interferire con diversi esami (scintigrafia della tiroide, determina zione delle proteine leganti lo iodio, diagnostica con iodio radioatti vo) e puo' rendere impossibile un trattamento pianificato della tiroid e con iodio (terapia con iodio radioattivo). Dopo la fine del trattame nto, prima di eseguire una nuova scintigrafia e' necessario che trasco rra un adeguato periodo di tempo. Gli effetti indesiderati sono classificati in base alla loro frequenza : molto comune (>= 1/10) comune (> 1/100 a < 1/10) non comune (>= 1/ 1.000 a < 1/100) raro (>= 1/10.000 a < 1/1.000) molto raro (< 1/10.0 00) non nota (la frequenza non puo' essere definita sulla base dei da ti disponibili). Disturbi del Sistema immunitario. Raro: Ipersensibili ta' molto raro: Reazione anafilattica. Patologie endocrine. Molto rar o: Ipertiroidismo (talvolta con sintomi come tachicardia o agitazione) non nota: ipotiroidismo. Disturbi del metabolismo e della nutrizione . Non nota: squilibrio elettrolitico, acidosi metabolica. Patologie de lla cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: dermatite da contatto (con sintomi come eritema, microvescicole e prurito) molto raro: angioedem a non nota: dermatite esfoliativa. Patologie renali e urinarie. Non n ota: insufficienza renale acuta, osmolarita' del sangue anormale. In p azienti con storia di patologie della tiroide a seguito di elevata cap tazione di iodio, ad esempio dopo utilizzo a lungo termine di soluzion e di iodopovidone per il trattamento di ferite e ustioni su aree cutan ee estese. Puo' verificarsi a seguito della captazione di elevate quan tita' di iodopovidone (ad esempio nel trattamento di ustioni). Ipotiro idismo a seguito di uso prolungato o esteso di iodopovidone Segnalazio ne delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avv erse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale e ' importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari e' richiest o di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo: http://www.agenziafarmaco.gov .it/content/come-segnalare-una-sosp etta-reazioneavversa. Durante la gravidanza e l'allattamento, la soluzione di iodopovidone d eve essere utilizzata solo se strettamente necessaria e alla minima do se possibile, a causa della capacita' dello iodio di attraversare la p lacenta e di essere secreto nel latte materno e per l'elevata sensibil ita' del feto e del neonato allo iodio. Lo iodio, inoltre, si concentr a maggiormente nel latte materno rispetto al siero, pertanto puo' caus are ipotiroidismo transitorio con aumento del TSH (ormone stimolante l a tiroide) nel feto o nel neonato.

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